Conferenza stampa del sindaco di Ischia Giosi Ferrandino e del consigliere regionale Domenico De Siano per la presentazione dell’accordo politico stretto in vista delle elezioni amministrative fissate per la primavera 2012.
"Il sentiero, man mano che si procede, diventa sempre più accidentato, mentre la vista migliora sempre più. Non aggiungerò altro riguardo ai panorami, l'isola d'Ischia è piccola, ma offre scenari in qualsiasi direzione si guardi". Così commentava un visitatore dei primi del '900, Pino Orioli, proprio esplorando la zona di Campagnano e piano Liguori in cui è ambientata questa passeggiata d'autunno, organizzata per i lettori di Ischiacity dalla guida escursionistica Assunta Calise. Noi, invece, i panorami, cercheremo di raccontarli, un po' con le parole, soprattutto con le immagini, per restituire il fascino di un angolo dell'isola che è insieme selvatico e addomesticato, solitario e popolato ancora - per fortuna - da isolani che conoscono l'arte di coltivare la terra e continuano a curare vigneti, frutteti e orti, inerpicati su queste belle colline. Ma oltre ai paesaggi, questa escursione, ci ha regalato tanti sapori. Come quelli delle molte piante incontrate lungo il percorso e che a vario titolo si possono mangiare (ad alcune sono dedicate le nostre schede). E poi il sapore degli ingredienti tutti rigorosamente ischitani (a parte l'olio pugliese) di un indimenticabile pane e pomodoro che ha preparato per tutti l'ospite d'eccezione della gita, Bruno Molinaro, che ci ha accompagnato insieme alla sua collega Angela Cuomo. Bruno è uno dei più importanti avvocati dell'isola, e dell'isola e delle sue tradizioni è innamorato: quindi ha scelto pane rigorosamente cotto nel forno a legna di Boccia, uno dei panifici più celebri a Ischia, pomodori, olive, capperi, origano raccolti nel suo orto. Noi lo abbiamo gustato alla meta finale della gita, in uno dei luoghi più suggestivi fra quelli toccati, il promontorio di San Pancrazio. Ma già lungo la strada che conduce alla piazza di Campagnano, dove la passeggiata ha inizio, la prospettiva è unica: questa frazione interna del comune di Ischia, infatti, ha il privilegio di affacciarsi sulla baia di Cartaromana e sul castello Aragonese che, da soli, meritano un viaggio in quest'isola. Questo paesaggio che fonde con rara armonia l'opera monumentale dell'uomo - il Castello e la torre Guevara che sta di fronte - con l'ambientazione naturale della baia e degli scogli di S. Anna, ci accompagnerà per tutto il primo tratto del nostro cammino, per poi lasciare lo spazio ad altre visioni, altrettanto spettacolari ma differenti, a conferma, se fosse necessario, dell'estrema varietà che quest'isola offre a chi vuole osservarla un po' più da vicino. Basta imboccare la stradina che costeggia a destra la chiesa dell'Annunziata, al centro della piazza di Campagnano, e dopo averla percorsa qualche centinaio di metri prendere, sempre sulla destra, via Torre per aprire istantaneamente la porta sulla cultura contadina che qui si può toccare con mano, ancora vitale. Nelle cantine in piena attività per la vendemmia, nei piccoli appezzamenti di terreno, dove il proprietario zappa ancora a mano fra gli alberi da frutto, nelle fosse utilizzate come deposito per attrezzi, nei vigneti, più ordinati dei nostri salotti. Si sale per circa un'ora: ai lati il vigneto si alterna al bosco di querce, lecci e castagni, così tipico delle alture ischitane, intorno al quale cresce felicemente il sottobosco e la macchia. Sono bastate le poche piogge di settembre a riportare istantaneamente la vita e in molti punti si cammina quasi in un tunnel di vegetazione attraverso la quale sono stati ricavati minuscoli sentieri. Talvolta sono solo in terra battuta, in altri casi anche pavimentati con grandi massi, a segnare percorsi che per secoli hanno condotto ai campi. I passaggi, davvero stretti per non togliere spazio alle colture, sono aperti negli alti banchi di 'maschione', come si chiama qui un tipo di terreno che si può tagliare col piccone ma che è al tempo stesso molto consistente: la sensazione che se ne ricava - molto rassicurante - è di essere avvolti dalla terra stessa. Una segnalazione speciale lungo il cammino: in località Due Torri, è sufficiente salire i pochi metri di dislivello fra il viottolo e il pianoro su cui si trova un'antica torre di avvistamento, per godere di un magnifico colpo d'occhio. Ci si può infatti agevolmente affacciare sull'altro versante della collina e da lì dominare (il luogo merita di avere con sé un binocolo!) il susseguirsi di isole, penisole, baie che definiscono il golfo di Napoli in questa zona. In primissimo piano, come il dorso di un animale il verdissimo isolotto di Vivara, subito dopo Procida, di cui si distinguono persino le case, di fronte monte di Procida, cui segue la penisola di capo Miseno e l'ampio golfo di Pozzuoli, e per chiudere l'isolotto di Nisida seguito da capo Posillipo. E non è finita: in lontananza il Vesuvio, e spostando lo sguardo vers
Del: 08-03-11
Un formidabile esercito di migliaia e migliaia di insetti alati, con eleganti strisce e macchie sul dorso hanno dato l’as...
Di: RSV
Del: 08-03-11
Una scuola elementare degli anni '30. Un maestro nota che tra i suoi alunni ce n'è uno che disegna con una strana luce n...
Del: 08-03-11
Ci avviamo, tra offerte da capogiro apparse sui maggiori organi di informazione, alla conclusione di una stagione turistica che...
Del: 08-03-11
Polvere e sudore. Due sedicenni in vespa tornano dall’allenamento di calcetto. La strada è quella che da Casam...