Se, in compagnia di Leonardo Miragliuolo, dovessimo sintetizzare in un concetto quanto accaduto nel Consiglio Comunale di Casamicciola del 14 luglio, eccolo: debacle totale di GiBi Castagna che, accecato dall’odio per Salvatore Sirabella, si è venduto l’anima al diavolo e con essa la sua credibilità politica, la sua stabilità emotiva e, più di tutto, il suo adorato gruppo della Bistecca. Alla velocità di Speedy Gonzales, il lesto Antonio Conte, precipitandosi a lama di coltello sulle medesime posizioni argutamente tratte in anticipo dal presidente Miragliuolo, con una rumorosissima sgommata, ha fatto quadrupla inversione ad U e, insieme, i due si sono schierati contro il tapino GiBi e a favore proprio di quel Sirabella verso il quale avevano cospirato cannibalescamente (sennò che partito della Bistecca sarebbe stato?), ergendo fino a pochi minuti prima del Consiglio Comunale la lega anti-sirabelliana. Lega che si è subito s-legata e, anzi, se un nodo è rimasto è quello del cappio che verrà passato al collo dei poveri GiBi e il TopOne, recalcitranti (ma costretti) a salire sul pubblico patibolo.
Per due teste che saltano, due le rimpiazzano: potrebbero essere quelle di don Ignazio (Barbieri) e quella di don Salvatore (Sirabella), sempre che la maggioranza non si allarghi a Frallicciardi e Mattera, e allora la distribuzione dei segnaposti a tavola sarà da rivedere. Certo che, per chi come noi ha seguito stoicamente il Consiglio Comunale fino all’ultimo, è tanto imperscrutabile quanto apparentemente sciocco il comportamento di Sirabella che, nella prospettiva di ritrovarsi ancora alleato di Mattera nel prossimo futuro, invece di accoglierlo benevolmente gli ha dato del tappo (sia per la statura che per le capacità intellettiva) e ne ha sottolineato a scarsissima propensione a districarsi con la lingua italiana. Caro Salvatore, se è così che tessi alleanze, si spiega tutta la fragilità della politica casamicciolese.